APP DATING, una nuova risorsa per appuntamenti

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30/08/2022

Quante volte sentiamo oggigiorno parlare delle “app dating”, ovvero le applicazioni e i siti internet che sono finalizzati ad incontrare persone nel mondo reale. Ma cosa sono effettivamente queste app? E quali vengono utilizzate nel nostro paese? Soprattutto l’utilizzo di queste hanno delle conseguenze psicologiche e sociali?

Il covid, che ha portato ad isolamento sociale forzato, ha cambiato l’approccio e le conseguenze di questi “approcci virtuali”? Queste sono le domande a cui si cercherà di rispondere in questo articolo.
Le “App Dating” sono appunto applicazioni o siti a cui possiamo comunemente accedere attraverso l’utilizzo di uno smartphone, mirati a fare conoscenze in ambito amicale, sessuale o relazionale con altre persone. Ne esistono di diverso tipo, alcune “promettono” l’incontro con l’anima gemella, strutturate secondo gli interessi e gli hobby in comune, altre sono strutturate usando la geolocalizzazione, ovvero consentono attraverso la condivisione della posizione di
“chattare” con persone vicine al luogo in cui siamo, in modo da favorire un incontro reale.

Le principali app di dating utilizzate in Italia

Tinder

Questa app si fonda principalmente sulla geolocalizzazione descritta prima, è una delle più popolari in tutto il mondo e fa del suo punto di forza proprio il suo sistema di “matching” semplice e intuitivo, ovvero, una volta registrato a Tinder, l’algoritmo ti mostrerà una serie di profili a cui potresti essere interessato: fai semplicemente “swipe” (ovvero scorri il dito) a sinistra per scartare l’utente, o “swipe” a destra per mettere un like, per avere maggiori informazioni su qualcuno basta cliccare sulla sua foto profilo e leggere una breve biografia. Simili a Tinder, con la stessa funzionalità ci sono poi Meetic e Badoo.

Once

“Ti meriti solo belle storie”: è questo lo slogan di Once, dating app basata sulla qualità piuttosto che sulla quantità. Il funzionamento è semplicissimo: ogni giorno a mezzogiorno la app ti propone un solo profilo, in modo che tu possa dedicargli la giusta attenzione. Anche in questo caso hai 24 ore di tempo per fare la “prima mossa”, altrimenti la app ti proporrà un nuovo candidato. Questa app di incontri si basa sullo “slow dating”, tendenza molto in voga nell’ultimo periodo.
Si tratta un’esperienza di ricerca rilassata che antepone la qualità alla quantità, e si discosta dallo speed dating proposto da app come Tinder.

Grindr

Un’applicazione per incontri dedicata esclusivamente ad un pubblico gay e bisessuale maschile. L’app permette in modo rapido e veloce di chattare ed eventualmente incontrare gli utenti. La grande popolarità e semplicità di utilizzo l’hanno resa una delle app di incontri del mondo LGBTQ+ più popolare a livello internazionale. Questo si traduce in un grande numero di utenti che utilizzano l’applicazione quotidianamente. Il layout dell’app è semplice e chiaro, caratterizzato da una griglia di foto profilo che rappresentano i diversi utenti. Per visualizzare i dettagli di un determinato profilo basta semplicemente toccare la foto in miniatura che lo rappresenta. Si basa sulla geolocalizzazione e permette di parlare con le persone nelle immediate vicinanze ed è quindi focalizzata su chat più veloci, per arrivare ad incontri reali nel breve tempo, secondo le statistiche è più utilizzata per incontri di tipo sessuale, che a scopo di conoscenza.

App di dating utilizzate in Italia

Wapa

Si definisce come “l’app di incontri più diffusa al mondo per donne (lesbiche, bisessuali o curiose) che cercano altre donne”. Si tratta di un’applicazione di facile utilizzo, molto simile a Grindr.

Facebook Dating

Sta acquistando “popolarità” anche questa nuova modalità di Facebook, che permette solo attraverso l’iscrizione al social, completando la parte di interesse al “date” di conoscere persone, senza l’utilizzo di app esterne. Da una prima lettura, si può evidenziare come esistano app con fini differenti, alcune
orientate alla conoscenza “dell’anima gemella”, alcune fondate su un dialogo più veloce mirate ad incontri più “fugaci”.
Queste app per appuntamenti sono “nate” solo negli ultimi anni, e sono in continuo accrescimento e sviluppo, adattandosi alla società.

Secondo i dati raccolti da Business of Apps, nel 2020 le app di dating hanno incassato circa 3 miliardi di dollari. Tra gennaio e settembre 2021, il leader di mercato Match Group (cui fa capo, tra le altre, Tinder) ha fatturato quasi 2,2 miliardi e il principale concorrente Bumble (che include anche Badoo) oltre 557 milioni. In sostanza: nel giro di nove mesi, le due principali società del settore hanno incassato poco meno dell’intero mercato in tutto il 2020. Infatti, la popolarità del dating online è cresciuta esponenzialmente, nel recente periodo covid, in quanto ha ostacolato il conoscere una persona fisicamente in un ambiente reale, facendo in modo che le applicazioni e i siti di dating online non siano più stigmatizzati come un tempo, ma siano largamente accettati e considerati un buon modo per conoscere persone.

I dati indicano che in America l’87% dei single uomini e l’83% delle single donne ritengano il dating online come socialmente desiderabile (Statistics & Facts, 2015). I risultati delle ricerche hanno evidenziato che le persone LGBTQ+ utilizzano app e siti di dating online più delle loro controparti eterosessuali. Nello specifico, una recente ricerca tedesca (Johnson et al., 2017) ha evidenziato che la percentuale di persone LGBTQ+ che utilizza il web o le app per flirtare e cercare incontri sarebbe stata del 56% circa, mentre quella delle persone eterosessuali del 20% circa. Un’altra ricerca ha addirittura individuato che il 70% delle coppie dello stesso sesso ha affermato di essersi conosciuto online (Rosenfeld & Thomas, 2012).

L’effetto delle app di dating sulla psiche

Avere accessibilità al conoscere nuove persone a portata di “un click” o uno “swipe”, ha portato però a conseguenze non sempre positive nella psicologia degli utenti che utilizzano le app date, infatti in un recente studio condotto da Strubel e Petrie nel 2017 sono stati indagati gli effetti che l’utilizzo di Tinder sembrerebbe avere su vari costrutti, quali la soddisfazione corporea, la tendenza a confrontarsi con altri, l’internalizzazione di determinati canoni estetici, il monitoraggio corporeo, body shame e autostima; e i risultati emersi non sono molto confortanti, infatti hanno mostrato come coloro che usufruiscono dell’app riportino livelli di soddisfazione per il loro aspetto estetico minore, body shame (giudizio del corpo) più intensa e una maggiore tendenza all’auto-monitoraggio corporeo. Infine, sembra essere presente una forte internalizzazione degli ideali estetici dettati dalla società e un confronto maggiore della loro apparenza fisica con quella altrui.

È stato fatto uno studio poi approfondito per quanto riguarda l’autostima: sembrerebbe che l’uso di Tinder impatti di più in senso negativo sugli utenti di sesso maschile. Dover caricare foto di sé stessi per essere giudicati, può condurre infatti alla tendenza di monitorare spesso il corpo. Gli autori sopracitati hanno infatti notato come questa applicazione tenda ad incoraggiare l’auto-oggettivazione della persona, in quanto i soggetti sono giudicati quasi esclusivamente su un’immagine e su quanto questa possa far apparire la persona “interessante”.
Ciò verrebbe esasperato dal modo in cui funziona Tinder poiché l’altro, tramite lo swiping, viene apprezzato o scartato basandosi interamente sulla mera apparenza fisica.
Contemporaneamente, avviene, come se la persona percepisse mentre ne “sceglie” un’altra, ad un livello inconscio che qualcuno lo stia facendo su di sé, e quindi fosse continuamente portata ad un auto giudizio fisico, che può portare ad un’alta frustrazione. Gli autori hanno evidenziato come, da un lato, il ricevere apprezzamenti favorisca tendenze narcisistiche, dall’altro però il solo fatto di essere valutati, scrutinati e oggettivati porti gli individui a essere eccessivamente consapevoli del proprio corpo e questo possa sfociare in ansia, sintomi depressivi, sentimenti di vergogna, disfunzioni sessuali, disturbi alimentari e distress psicologico.

App di Dating

Le app di dating sono quindi il male assoluto?

Non significa che le app date abbiano solo conseguenze negative, esse infatti ci permettono di conoscere facilmente molte più persone di quante ne potremmo conoscere “normalmente”, di essere sempre connesse con loro e di abbattere alcune barriere legate alla “timidezza” o paura del rifiuto; però è importante utilizzarle con parsimonia e giudizio, sapendo e tenendo conto di queste variabili “negative” che potrebbero scaturire e che ancora non vengono trattate abbastanza.

Infine, il periodo del “covid”, dell’isolamento forzato, dell’incremento dell’app dating, come ha influenzato il rapporto che i soggetti hanno con questa tipologia di “appuntamento”?

Innanzitutto quasi la metà degli utenti di Tinder ha utilizzato le videochiamate durante la pandemia e il 40% prevede di continuare a farlo, portando quindi alla creazione di un “pre appuntamento” un approccio quindi intermedio tra quello quasi esclusivamente telematico e quello reale, una nuova soluzione che ancora deve essere studiata.
Inoltre, a febbraio 2021, quindi dopo quasi un anno dall’inizio della pandemia le conversazioni su Tinder sono state più lunghe del 19% rispetto a un anno prima, suggerendo una maggiore attenzione ai contenuti scritti, portando la conversazione ad essere sempre più di tipo “slow dating”.

È stato chiesto agli utenti con meno di 26 anni che cosa cercasse sull’app, il 35% degli italiani ha detto di essere lì per “qualcosa di avventuroso” e un altro 34% di essere aperto ad ogni possibilità. Ma solo l’1% ha come priorità “qualcosa di piccante”. Quindi contrariamente alle aspettative sembrerebbe che queste app stiano favorendo delle conoscenze e siano usate in modo minore rispetto a prima per incontri di tipo sessuale, ma più conoscitivo. La lontananza sociale, insomma, ci ha trasformati in daters digitali in cerca del “vissero per sempre felici e contenti”, il lockdown sembra aver avuto un effetto positivo sul dating online. Sette single su dieci sono alla ricerca di una relazione più seria di quella precedente alla chiusura, con uomini e donne ugualmente impegnati a trovare stabilita. Lo scenario al momento vede si delle conseguenze negative nell’utilizzo di queste app, ma anche un’evoluzione in
positivo nel loro utilizzo.

Come ridurne gli effetti negativi?

Dovrebbero essere fatte delle campagne di sensibilizzazione, sull’utilizzo di un sistema di conoscenza sempre più diffuso. I giovani adulti, intesi come ragazzi sotto i 26 anni, hanno quindi sempre disponibili, strumenti accessibili, che non per forza portano ad un allontanamento tra le persone, ma che dovrebbero essere insegnati ad usare con parsimonia e tentare di spostare il focus non solo sull’apparire e costruirsi un’immagine di sé ipertrofica, ma sul riuscire a raccontarsi e farsi conoscere in modo sempre più simile ad un ambiente “naturale”, così da portare un valore aggiunto e meno ansioso nel loro utilizzo.
Potrebbero secondo quanto emerso dagli studi recenti essere considerati davvero una nuova risorsa per gli appuntamenti, ma come tutti gli “strumenti” potenti, devono essere utilizzati con consapevolezza.

Scritto da: Dott. Gianluca Zanelli

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